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domenica 26 febbraio 2017

Il Filosofo degli uccelli: Amelio Lo Spensierato

MA PERCHÉ L’Amelio? Chi era costui?


Vieux Port, Marsiglia
La scelta di un nome implica sempre una responsabilità. A maggior ragione quando al nome si affida il compito di dar voce agli intenti inespressi di una collettività. E così, nei pomeriggi dedicati agli incontri del Laboratorio Leopardi, un momento privilegiato per tutti gli appassionati ammiratori del “gobbo di Recanati”, era emersa ancora timida e indefinita la volontà di creare un terreno su cui condividere il vivissimo affetto nutrito per Giacomo Leopardi e le sue opere, e al tempo stesso un luogo che offrisse l’opportunità di sperimentare e disseppellire tutto quel che anni di università avevano contribuito ad accumulare come le gioie di un tesoro da bucanieri e che, per un motivo o per l’altro, non aveva mai trovato la via per affiorare alla luce del sole. C’erano le buone intenzioni, l’interesse e anche sorprendenti capacità nascoste, ma il nome, il nome con cui identificarsi e che avrebbe dato l’impronta a tutto il lavoro futuro, continuava a sfuggire.

venerdì 6 gennaio 2017

IL LABORATORIO LEOPARDI

Se vagolando sfranti e meditabondi al termine di una lunga giornata universitaria, smarrendovi nei labirintici meandri della facoltà di Lettere e Filosofia de La Sapienza, vi imbattete, al terzo piano nel dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali, in un vociare fitto fitto e animato proveniente da una porticina troppo spesso ignorata dalla nostra facoltà, la saletta di Informatica (ebbene sì, esiste una saletta di Informatica nella facoltà di Lettere), non allarmatevi, non fuggite spaventati, non state testimoniando a una cospirazione rivoluzionaria che farebbe invidia alla riunione del Terzo Stato nella sala della Pallacorda, no. Avete semplicemente trovato il Laboratorio Leopardi.
Gli ingredienti che rendono possibile la congregazione di questa curiosa e devota combriccola di “birbanti”, per familiarizzare da subito con il lessico leopardiano, consistono principalmente in un professor D'Intino, una professoressa Bellucci, un Valerio Camarotto, tanti eterogenei e volenterosi collaboratori sparsi qua e là per il globo terrestre, tra cui solo per menzionarne alcuni ricordiamo Stefano Gensini, Camilla Miglio, Roberto Nicolai, Stefano Velotti, Gianluca Cinelli e Martina Piperno, e un fiorente manipolo di giovani leopardisti di bella speranza e di aspettativa meravigliosa, di nuovo parole del nostro Giacomo, alla ricerca della propria via con un bel mammut di Leopardi sottobraccio.

domenica 13 novembre 2016

Manifesto del giornalino

Il giornalino L'Amelio, dedicato alle «cognizioni inutili» e «alle cose che non si sanno», nasce nell'autunno 2016 su iniziativa spontanea del Laboratorio Leopardi dell'università di Roma La Sapienza. 
Suoi obiettivi primari sono la valorizzazione della solida e prestigiosa tradizione di studi leopardiani all'interno della prima università di Roma e la divulgazione delle attività e degli eventi svolti e proposti dal Laboratorio Leopardi. 
Il fine che ci si ripromette di perseguire è il coinvolgimento, quanto più vitale e partecipe, di docenti, studenti e collaboratori, interni ed esterni, senza limiti di alcuna sorta, ragion per cui il giornalino ha deciso di adottare la moderna e accessibile veste di blog.
Anima e volontà del giornalino risiedono nell'intento di diffondere estendere e far rivivere sotto le molteplici libere varie forme che una sentita ispirazione può suggerire, il pensiero dell'uomo e del poeta capace a un tempo di guardare il mondo con l'occhio del filosofo e del fanciullo. 
Il tutto rigorosamente a “tempo perso”, che, come si sa, è il tempo preferito da ogni letterato che si rispetti.